giovedì 26 febbraio 2009
1RV1N: with his silent stare, blazing through the open air
Here he comes again
Running like the open wind... yeah
Moving through the day
Take the lead, you know he's on his way
Can you feel the heat?
When the tires kiss the street
Move into the beat
All alone is the only way
That he wants to play
Hear me say his name
* Step back, it's Ridge Racer
A Ridge Racer
He gives me what I need
One more win
A Ridge Racer
He's the one for me
There's no place I'd rather be... yeah, yeah
Through the finish line
Everywhere you look, you know he's right on time
With his silent stare
Blazing through the open air
He's without a care
All alone is the only way
That he wants to play
Hear me say his name
Step back, it's Ridge Racer
A Ridge Racer
He gives me what I need
One more win, it's Ridge Racer
A Ridge Racer
I feel the need for speed
* repeat
Racer! Ahh, yeah!
Ridge Racer!
Ridge Racer! (Ridge Racer...)
Ahhh... ooohh...
Can you feel the heat?
Moving, moving, moving to the beat
He's the one for me...
Oh, Ridge Racer
Step back, it's Ridge Racer
He's the only one to give me what I need
All alone...
Is the only way
He wants to play
Ridge Racer
Ridge Racer
Ridge Racer...
Hear me say his name
Hear me say his name
Ridge Racer...
martedì 9 dicembre 2008
The prime time of my life
Nell'album che quasi nessuno ha capito (dimostrazione che è facile seguire le mode, ma difficile ragionare su qualcosa), propongono un ritratto della situazione moderna, dipingendo quadri con il sintetizzatore.
Charlie chaplin della nuova era digitale, alienati dai ritmi sincopati non di fabbriconi ma di uffici a schiera,cheimpongono ritmi e regole scandite in modo asettico (buy iy use it brake it fix ..melt-upgrade it."),in serie.
Uomini che si interfacciano con macchine fine a diventarlo loro stessi.
Il binomio human/robot ricorre per tutto l'album (oltre ad aprire i loro concerti), in titoli che poco lasciano all'immaginazione,come "steam machine", technologic, on/off, television rules the nation. Guardacaso, le uniche due canzoni serene di tutto l'album sono "make love" ed "emotion", due cose che, per fortuna, sono ancora riservate a noi umani, e che finiscono per sembrarci naturalmente ancestrali. Qualcosa che ci portiamo sempre con noi, ma che ci dimentichiamo di possedere fino a che qualcuno non ce lo ricorda.
Stonano nell'album, ma suonano bene dentro di noi.
Ritraendo una simile vita quotidiana, i Daft Punk non producono qualcosa di "canonicamente" ballabile ma anzi, si spingono oltre, fino ad addentrarsi nei mali stessi generatida una condotta di vita del genere, quali ansia, angoscia, perfino orrore. Come quello che compare, in modo molto più sottile di quello che si potrebbe pensare, in questo video, che consiglio di seguire con attenzione fino in fondo, senza skipparlo, ma lasciandosi soffocare dal suo aspetto più truce: il riconoscere l'angoscia e il collasso come quotidiani.
mercoledì 19 novembre 2008
You bring light in
“There was a little drawing of a heart next to that, followed by an exclamation mark. The back of his was covered in stuff… stuff like: Brandon is not a very nice guy, but Alex is sooo nice. And that had the exclamation thing too. It was just silly crap that hit the spot. And he let himself be drawn in.”
“You bring light in / to a dark place / walking in light / glowing walking in light / gold ring around you / the hues of you / the golden sunlight of you”
"Cool wind following / following after you / rising for you / your skin beautiful / everything comes natural / fantastic fan / rocking rocking / floating"
giovedì 6 novembre 2008
Richiami.
Due cose, in questo caso:
- VENEZIA
- How does it feel like (testo di Let forever be).
Venezia. Ho sognato Venezia. Perchè? A me non è mai piaciuta. Tranne quando ci sono andato da piccolo. E tranne quando ci sono andato l'anno scorso. In pratica, in entrambe le volte in cui ci sono andato. Mmmm.. forse mi rendo conto solo adesso che mi è piaciuta e mi piace. Vabbè, ho sognato Venezia. E da quel giorno (due settimane fa?) ci voglio andare in maniera irrefrenabile. Da solo forse. O con una certa persona, ma non so. Poi, mercoledì, il professore di inglese chiede al mio collega: dove andrai per Sant'Ambrogio?. A Venezia. Argh. Oggi mi siedo in aula per il corso di primo soccorso. Alzo gli occhi. Venezia. Ritratta com'era nel '700. Doppio argh.
Devo andare a Venezia.
How does it feel like? Vuol dire: "cosa si prova"? Eh già. Ecco cosa si prova (vedi post sotto). Ieri, sotto la pioggia, mentre tornavo a casa, ho sentito l'irrefrenabile bisogno di filmare il momento che stavo vivendo. Quel video ha per me un significato molto intimo. Ma sul momento (accezione diversa, vale come ripetizione?) non ho pensato al testo di "Let forever be" (la canzone dei Chemical Brothers che si sente nel video che HO dovuto fare (vedi due post sotto). Oggi leggo (e mi do una risposta su) "Ecco cosa si prova". E mi torna in mente il testo di Let Forever Be, di ieri sera, che recita: "Cosa si prova"? Curioso.
Ecco cosa si prova.

Sapete, quando andavo all'estero (e per estero intendo Londra, in questo caso), rimanevo sempre affascinato dal trovare pubblicità di videogiochi in posti che in italia sono generalmente riservati a qualunque altra cosa: film, libri, eventi, riviste da comari ("che si intressano ai cazzi altrui come gli andrologi"): i mezzi di trasporto pubblico. Nella fattispece, era favoloso per me (all'epoca nemmeno sviluppatore di videogiochi) ammirare i bus rossi con la fiancata dedicata a un videogame, o le scale mobili della tube di Londra pinea di pubblicità degli ultimi giochi (all'epoca ancora capolavori) Codemasters. Ok, Code è inglese, lì è Londra... ma io mi incazzavo e dicevo: ma perchè da noi sempre solo calcio, film e pettegolezzi? Perchè a Londra i videogiochi hanno una dignità, e in Italia no?
Ma soprattuto, pensavo: chissà cosa si prova a entrare in una metro e vederla tappezzata con i manifesti del proprio gioco...
Beh, mai avrei pensato di poter dare una risposta a quella domanda. E invece, adesso... posso dirmi soddisfatto:
Già, ecco cosa si prova. Cosa si prova? Beh, all'inizio stupore immenso, per aver notato, uscendo dalle scale mobili sovrappensiero (e in ritardo, e di corsa) un cartellone di Motogp08. Poi due. Poi cinque. Poi "mioddio ma quello è enorme! Ed eccone un altro!"..Che bello. Bellezza. Orgoglio, ecco cosa si prova: orgoglio. Sono orgoglioso di me, dei miei colleghi e di chi gioca i nostri giochi.

Ecco qualche altra immagine comunque.. questa appena qua sotto è una delle mie preferite: della gente che chiacchiera appoggiata al cartellone del nostro gioco. La vita che scorre normale (la vita di altri, a cui porbabilmente non interessa del cartellone ), davanti alla materializzazione di un sogno. E' una cosa stupenda. La vita normale è fatta di prassi e di sogni. Quando le due parti arrivano ad unirsi, è la sublimazione di quello che è uno degli obiettivi ai quali ho sempre tenuto maggiormente: nel bene e nel male, con tanta positività e molto ottimismo (che sono due cose ben distinte), continuare a crederci, fino ad arrivare a spendere il tempo della propria "normale vita" dedicandosi a un sogno.
Io questa mattina non facevo niente di particolare.. camminavo, correvo come al solito a fare qualcosa. E tutto in un tratto, mi sono letteralmente trovato nel mio sogno. Era lì, davanti a me. Tangibile. Sì, il sogno è diventato a tutti gli effetti realtà. Il sogno è diventato realtà in cui immergersi.







domenica 12 ottobre 2008
Richard Garriott
Occupazione attuale: Game Designer
L'ho visto al TG perchè: è talmente straricco sfondato da permettersi un viaggio da turista nello spazio.
Sticazzi, ha inventato Ultima Online....
http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Garriott
sabato 11 ottobre 2008
Ringraziando l'egr.dott.ssa...
Trovi altre fotografie come questa su Toonest
Alla quale l'ho fregato senza tanti complimenti.
Toh: http://pregiatissima.blogspot.com/
martedì 7 ottobre 2008
SkaLuca
Oggi è stato da noi Luca Scassa, pilota AMA Superbike, CIV (Superbike Italiana), Superstock e... chissà :) Voglio solo dire che è davvero un ragazzo spettacolare. Abbiamo passato un buon 5 ore assieme, parlando di moto, America, piste, allenamenti, pizza, videogiochi... Girando per gli uffici riconosceva i giochi nelle bacheche e nelle librerie, entusiasta di essere "dove si fanno i videogiochi", sua passione fin da ragazzino. Spettacolo, dire a un pilota "come ti invidio", e sentirsi rispondere "come ti invidio" :) Tutto con le relative proporzioni, ovviamente.
Dopo pranzo ha elargito consigli su quasi tutti gli aspetti del gioco. Non so ancora quale sarà, ma il team che se lo prenderà per il prossimo anno farà davvero un affare. Simpatico, disponibilissimo, estroverso ma semplice, senza falsa modestia ma con i piedi per terra. Dimostra di sapere davvero cosa è il suo mestiere, convincendoci con tecnicismi che probabilmente piloti più esperti e pagati di lui non saprebbero elargire. Sicuramente riuscirà a far crescere tantissimo il team che lo accoglierà, sviluppando appieno la moto e dimostrando tutta la sua bravura in pista. Era bello, oggi, vedere tutti i miei colleghi attorno a lui, cercando di strappargli un commento anche sulla parte di propria competenza. L'entusiasmo e l'attenzione per l'ospite di oggi erano emersi pochissime altre volte, in passato. Peccato che abbia già un lavoro che gli piace, se no l'avremmo assunto al volo :)
domenica 5 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008
L'elettronica che "spostati quando passo".
Di solito la ascolto quando scendo dal treno alle 9 di mattina, a Milano.
giovedì 2 ottobre 2008
Electroma. Back to Mine parte seconda.

Electroma. Daft Punk. Sabato, ottobre 06, 2007, scrivevo:
"E pazzesco come sia trasmessa bene l'espressività dei volti, che trasudano ogni genere di emozione da dietro una visiera nera.
La scena più bella è probabilmente quella del bagno, ma tutto il film emoziona come pochi. Anche se non sono le classiche emozioni da film: non è la classica tristezza, non è la classica angoscia e non è il classico dispiacere. Di sottofondo ci sono una perenne attesa e inquitudine che modificano tutto."
Sapete, c'è stato un periodo un anno fa, proprio verso ottobre, in cui sono stato davvero depresso. Ed è lì che mi sono reso conto di come una musica esprima lo stato d'animo dei propri compositori, e di come effettivamente si debba entrare in sintonia con essa, per capirla a fondo. Ecco, in quel periodo l'unica musica che sarebbe stato giusto ascoltare erano i Daft Punk. E, in qualche modo, trovai i Daft Punk. O loro trovarono me. Sì.. forse è più giusta la seconda.
Comumque, anche secondo M., una mia amica, se i daft punk mi avevano trovato, io dovevo accoglierli. Lei queste cose le sa, è psicologa... e aveva proprio ragione.
Daft. Punk. Sono morti. Eh già, poverelli. Stavano componendo DiscoVery, quando si è verificata un'esplosione nella sala di registrazione. Gli uomini della Virgin li hanno presi in tempo, ricostruendoli come dei robot, in modo da continuare a incassare soldi. Quello che succederà a me un giorno, prima o poi.. esploderà una Playstation e i sistemisti, insieme a qualche programmatore R&D, mi ricostruirà come terzo Daft Punk.
Comunque, dicevo, sono morti. E sono tornati.

Sono tornati come robot, e infatti il loro album del 2005, Human After All, è un inno al sentimento elettronico. Cupo, dalle cadenze industriali, difficile. Devi entrarci in sintonia. E se ci entri in sintonia è un problema, perchè vuol dire che stai male, come io stavo male a ottobre 2007. L'alienazione, il cercare il calore umano ma trovare gelidi scudi. Nemmeno più la tristezza, ma peggio.. l'amarezza. La delusione. Ma soprattutto, la morte dell'estro umano. Io provavo queste cose, e io ho capito che loro le provavano. Un'umanità gelida, schiva, non più propensa a fidarsi dell'altro e a trattarlo con rispetto. Falsa, bugiarda e meschina. Divoratrice di buoni propositi. Per colpa dello scudo di chi penseresti uomo, ti crei uno scudo e diventi robot. Porti a livello zero le emozioni, non ti alieni ma ti mescoli, a loro che sono freddi. Non diventi schivo. Non diventi distaccato. Non diventi un robot. No, diventi uomo, un uomo come quelli che purtroppo ti circondano. Un robot.
Electroma.
Ricapitoliamo. E' ottobre 2007, l'anno si è rovesciato. Attorno a te trovi un umano. Lo so, un umano non può stare attorno. Più umani possono stare attorno, uno non può. E invece sì, può. E dunque, tu hai attorno un umano, ma questo umano è freddo, gelido. E' un robot. CAvolo, è umano o robot? Human? Robot? Human/Robot/Human/Robot/Human/Robot. Non capisci più... ma allora sono io che sbaglio? E' il calore la nota stonata, il freddo quella giusta? Allora anch'io divento robot. Entro nella mia Electroma. Ma in Electroma ad un certo punto ci si rende conto che no, non è possibile che tutti questi robot abbiano ragione. No, devi fare qualcosa. Hero #1 e Hero#2 devono fare qualcosa. E lo fanno. Diventano diversi, o tornano sè stessi, che dir si voglia. D'altronde, è la cosa più giusta, e questo provoca loro felicità. Ma come un icaro a cui si bruciano le ali, il loro essere diversi, o normali che dir si voglia, dura poco. Gli sguardi, i caschi attorno a loro si fanno maligni. Loro sono diversi. Sono come prima. Sono veri. Sono diversi. Che egocentrici, non meritano di stare in mezzo a noi, smettiamo di condividere tutta questa freddezza, non si meritano più nemmeno questa. Ed ecco che allora rimane un'unica soluzione, che arriverà all fine di Electroma, dopo una delle camminate più angoscianti che abbia mai visto in un film.
Beh, questa è la mia idea di Daft Punk, e la mia recensione di Electroma. Difficile comprenderla senza aver visto il film in questione, o senza aver vissuto il mio ottobre 2007. Ma tant'è.
Comunque, per fortuna, come dicono i Daft Punk, siamo Human, after all.
Irvin-
mercoledì 1 ottobre 2008
Back to Mine parte prima.
Quesito: chi è l'ottuso? (martedì, maggio 15, 2007 )
Oggi ero fermo a Milano in macchina, con il Cione (Onibaku rulez!!). Ad un certo punto guardo per terra, sulle strisce pedonali. Vedo un piccione sul marciapiede: questo prende, imbocca le strisce, le attraversa completamente a piedi e arriva dall'altra parte. Cazzo!! Sulle strisce!! Cioè ma dico, ma c'hai le ali!! Sul subito ho pensato: guarda che ottuso. Ha le ali, e cammina sulle strisce. Non vorrò mai essere come quel piccione, le mie di ali le voglio spiegare, nella vita.
Poi però passeggiavo... andavo verso il lavoro. E rimuginavo. Alla fine, tra tutte le cose belle già vissute alle 9 di mattina, perfino quel piccione è riuscito a farsi un nido nella mia testa, continuando ad accompagnarmi per la strada... Vuoi vedere che sono io l'ottuso? Parlo sempre di essere fuori dal coro, di fare come pensi fregandotene di come ti guarda la gente... Mi piace probabilmente stuzzicare, mi piace girare con le orecchie da coniglio perchè così posso vedere la gente sorridere. La mattina in treno mi muovo a ritmo di Beastie Boys, con la gente assonnata nel corpo e a volte nel cervello che mi guarda come se fossi pirla. Poi cavolo, vedo un piccione come quello e ci casco anch'io. Alla fine da quel piccione tutti si aspettavano che spiccasse il volo e attraversasse la strada. E invece no. In culo a tutti ha preso, e si è attraversato la strada con garbo, dignità e un sorriso beffardo sul becco. Come a dirmi: "Irvin, ma ti sei rincoglionito? Non ti riconosci nemmeno quando ti vedi?".
Per favore Dio, anche se a volte non le usano, non togliere le ali ai piccioni. Lasciagli la possibilità di andare fuori dagli schemi. Non rendere una vivace macchiolina di colore una banale tolla di vernice rovesciata.
Amen.
martedì 30 settembre 2008
Che fissa.
Cavolo, lui ricorda di quando nell'89 se la spassava.. io mi ricordo di quando nel 99 me la spassavo... 'sta canzone che inizia con "dichiaro l'età - passo a spiegare il mood - ecco con chi ero" mi ricorda anche la sigla famosa di Dawson's creek (I don't want to wait/for a life to be over ecc..). Cavolo ,anche quella, che bella. Mi ricorda quando eri in vacanza dalla scuola, per tutta un estate, e la mattina c'erano i "film per ragazzi". E mangiavi la pizzetta, col sole che ti scaldava, e tanto non te ne fregava niente, di tutto.
Uffa, sembra che tutto in questi giorni voglia farmi pensare al passato. Siamo nel 2008, e in ufficio giochiamo a ShenMue e Diablo 2. Vecchie persone si sono riaffacciate di punto in bianco, o si fanno largo tra i miei pensieri. Arriva l'autunno, stagione (per me) di calda malinconia.. mmmh... Non me ne vogliano gli altri, ma facendosi largo tra riflessioni su vari esseri femminili incontrati nel mio (quasi) quarto di secolo, questa sera mi viene in mente P. , un mio amico (vi metto puntati, se volete riconoscervi, riconoscetevi). Dawson creek sul divano, tra MTV e Nuvolari (agli albori). Diablo 2, appunto. Spore, molto più recente: l'ultimo videogioco, in ordine di tempo, che mi porta alla sua stanza. Ma anche l'anno scorso, che di positivo, negli ultimi mesi, ha avuto ben poco.
Vabbè, profumo di mango in maniera irresistibile, il docciaschiuma che ho trovato nella doccia è strepitoso. Comunque nei prossimi giorni, per la bacheca della nostalgia, posterò un po' di roba proveniente dal myspace. Un po' perchè, per tre post fatti in una sera, ne seguiranno zero in due settiamane, probabilmente... Un po' perchè appunto, mi piace rileggerli e riproporli. Quelli che, anche se decontestualizzati, funzionano ancora, mi danno soddisfazione.
Irvin-
Paula Cole:
Riflettiamo
Questa mattina ero in macchina, andavo verso Novara a prendere il treno.
In radio passano (ancora, mi dico) all summer long di Kid Rock, rocker apparentemente famoso dedito nelle ultime settimane a successi pop.
Cazzo però, mi sono messo ad ascoltare le lyrics e ci sono rimasto di merda. Tutto il testo mi ha lasciato con la faccia da cretino più di quella che già abbia, ma questa frase in particolare non riesco a scacciarla dalla mente:
It's the simple things in life, like when and where
We didn't have no internet
But man I never will forget
The way the moonlight shined upon her hair
Vebbè, mi ascolterò pop porno, farò una doccia e giocherò a PGR4, che "fruito" con un Bravia HD e delle cuffie professionali Sony, è un esperienza audiovisiva da sbrodo, per un feticista dei motori (delle marmitte dei motori e del loro suono, più che altro) come me.
Irvin-
All summer long:
E cazzo, i Bizarre si sono fatti fare Shadow da Liam. Cazzo. Adoro l'elettronica. Citofonata e distorta. Abbinata alle marmitte per giunta. Cazzo.
Pop Porno: non mi esce dalla testa.
Ho creato il blog
Comunque, non peraltro, è che sono abbastanza egocentrico e in generale approvo quello che faccio, oltre al fatto che quello che scrivo mi piace un sacco, a rileggerlo dopo un po' di mesi. Sembra quasi che l'abbia scritto uno che conosce i miei gusti, pensa un po'.
Comunque, per i post vecchi, che sono nati su myspace (e magari continueranno a nascerci), vi rimando a
http://www.myspace.com/conirvin
Irvin-
