
Sapete, quando andavo all'estero (e per estero intendo Londra, in questo caso), rimanevo sempre affascinato dal trovare pubblicità di videogiochi in posti che in italia sono generalmente riservati a qualunque altra cosa: film, libri, eventi, riviste da comari ("che si intressano ai cazzi altrui come gli andrologi"): i mezzi di trasporto pubblico. Nella fattispece, era favoloso per me (all'epoca nemmeno sviluppatore di videogiochi) ammirare i bus rossi con la fiancata dedicata a un videogame, o le scale mobili della tube di Londra pinea di pubblicità degli ultimi giochi (all'epoca ancora capolavori) Codemasters. Ok, Code è inglese, lì è Londra... ma io mi incazzavo e dicevo: ma perchè da noi sempre solo calcio, film e pettegolezzi? Perchè a Londra i videogiochi hanno una dignità, e in Italia no?
Ma soprattuto, pensavo: chissà cosa si prova a entrare in una metro e vederla tappezzata con i manifesti del proprio gioco...
Beh, mai avrei pensato di poter dare una risposta a quella domanda. E invece, adesso... posso dirmi soddisfatto:
Già, ecco cosa si prova. Cosa si prova? Beh, all'inizio stupore immenso, per aver notato, uscendo dalle scale mobili sovrappensiero (e in ritardo, e di corsa) un cartellone di Motogp08. Poi due. Poi cinque. Poi "mioddio ma quello è enorme! Ed eccone un altro!"..Che bello. Bellezza. Orgoglio, ecco cosa si prova: orgoglio. Sono orgoglioso di me, dei miei colleghi e di chi gioca i nostri giochi.

Ecco qualche altra immagine comunque.. questa appena qua sotto è una delle mie preferite: della gente che chiacchiera appoggiata al cartellone del nostro gioco. La vita che scorre normale (la vita di altri, a cui porbabilmente non interessa del cartellone ), davanti alla materializzazione di un sogno. E' una cosa stupenda. La vita normale è fatta di prassi e di sogni. Quando le due parti arrivano ad unirsi, è la sublimazione di quello che è uno degli obiettivi ai quali ho sempre tenuto maggiormente: nel bene e nel male, con tanta positività e molto ottimismo (che sono due cose ben distinte), continuare a crederci, fino ad arrivare a spendere il tempo della propria "normale vita" dedicandosi a un sogno.
Io questa mattina non facevo niente di particolare.. camminavo, correvo come al solito a fare qualcosa. E tutto in un tratto, mi sono letteralmente trovato nel mio sogno. Era lì, davanti a me. Tangibile. Sì, il sogno è diventato a tutti gli effetti realtà. Il sogno è diventato realtà in cui immergersi.







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