giovedì 6 novembre 2008

Ecco cosa si prova.


Sapete, quando andavo all'estero (e per estero intendo Londra, in questo caso), rimanevo sempre affascinato dal trovare pubblicità di videogiochi in posti che in italia sono generalmente riservati a qualunque altra cosa: film, libri, eventi, riviste da comari ("che si intressano ai cazzi altrui come gli andrologi"): i mezzi di trasporto pubblico. Nella fattispece, era favoloso per me (all'epoca nemmeno sviluppatore di videogiochi) ammirare i bus rossi con la fiancata dedicata a un videogame, o le scale mobili della tube di Londra pinea di pubblicità degli ultimi giochi (all'epoca ancora capolavori) Codemasters. Ok, Code è inglese, lì è Londra... ma io mi incazzavo e dicevo: ma perchè da noi sempre solo calcio, film e pettegolezzi? Perchè a Londra i videogiochi hanno una dignità, e in Italia no?

Ma soprattuto, pensavo: chissà cosa si prova a entrare in una metro e vederla tappezzata con i manifesti del proprio gioco...

Beh, mai avrei pensato di poter dare una risposta a quella domanda. E invece, adesso... posso dirmi soddisfatto:

Già, ecco cosa si prova. Cosa si prova? Beh, all'inizio stupore immenso, per aver notato, uscendo dalle scale mobili sovrappensiero (e in ritardo, e di corsa) un cartellone di Motogp08. Poi due. Poi cinque. Poi "mioddio ma quello è enorme! Ed eccone un altro!"..

Che bello. Bellezza. Orgoglio, ecco cosa si prova: orgoglio. Sono orgoglioso di me, dei miei colleghi e di chi gioca i nostri giochi.


Ecco qualche altra immagine comunque.. questa appena qua sotto è una delle mie preferite: della gente che chiacchiera appoggiata al cartellone del nostro gioco. La vita che scorre normale (la vita di altri, a cui porbabilmente non interessa del cartellone ), davanti alla materializzazione di un sogno. E' una cosa stupenda. La vita normale è fatta di prassi e di sogni. Quando le due parti arrivano ad unirsi, è la sublimazione di quello che è uno degli obiettivi ai quali ho sempre tenuto maggiormente: nel bene e nel male, con tanta positività e molto ottimismo (che sono due cose ben distinte), continuare a crederci, fino ad arrivare a spendere il tempo della propria "normale vita" dedicandosi a un sogno.

Io questa mattina non facevo niente di particolare.. camminavo, correvo come al solito a fare qualcosa. E tutto in un tratto, mi sono letteralmente trovato nel mio sogno. Era lì, davanti a me. Tangibile. Sì, il sogno è diventato a tutti gli effetti realtà. Il sogno è diventato realtà in cui immergersi.

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